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Nei Dintorni

Nèmoli è un comune italiano di 1.501 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Il paese, posto tra i monti dell'appennino lucano, si trova nella zona più a sud della provincia di Potenza, posizionato al centro della valle del Noce è circondato, oltre che da questo, dai fiumi Sonante, Torbido e Pulcino, le cui acque alimentano gli acquedotti di più paesi della valle. Verso nord, nei pressi della vecchia stazione di Nemoli, a 788 metri sul livello del mare, si trova il Lago Sirino. Il Lago Sirino è un piccolo bacino idrico naturale della Basilicata posto in una dolina carsica alle falde della vetta omonima ed ha una estensione di circa 5 ettari. Il bacino è alimentato da sorgenti perenni e non ha un emissario visibile. La ricca flora che lo circonda è contraddistinta da ontani, olmi, castagni, pioppi, diverse specie di conifere e vegetazione palustre. Le sue acque sono popolate da una variegata fauna ittica formata da trote iridee, anguille, capitoni, cavedani, persici reali, tinche, carpe, alborelle ed altri anfibi. Nemoli è circondata inoltre dai monti dell'Appennino Lucano: Serra Rotonda, Serra Lunga, il monte Coccovello (1505 metri), il Roccazzo (894 metri) e il monte Sirino (1907 metri) sono i rilievi principali. Nel nucleo principale del paese, dove si trovano le caratteristiche strettole e sopportici, si possono ammirare alcuni pregevoli portali sparsi per i vicoli e il loggiato di stile napoletano, del palazzo Filizzola del XVIII secolo oltre al monumento dedicato ai caduti realizzato in bronzo.Nella tradizione ed il folclore spicca sicuramente "La Sagra della Polenta", questa è una tradizione antichissima che si svolge il giorno di Carnevale, e che prende vita dalle offerte spontanee della popolazione che concorre alla sua organizzazione. Ogni anno occorrono circa 5 quintali di polenta, condita secondo una ricetta antica di secoli e con un sugo fatto con salsiccia, pancetta e pepe rosso macinato. La polenta viene offerta a tutti coloro che arrivano nel paese. Il tutto è accompagnato da vino paesano offerto dai produttori nemolesi.
Nemoli - Lago Sirino
Maratea
Maratea , "Marathia" in dialetto marateota, è un comune italiano di 5175 abitanti della provincia di Potenza, unico della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno.Per i suoi pittoreschi paesaggi costieri e montani, e per le peculiarità artistiche e storiche, Maratea è una delle principali mete turistiche della regione, tanto da essere conosciuta anche come "la Perla del Tirreno".Viene anche chiamata "la città delle 44 chiese" per le sue numerose chiese, cappelle e monasteri, costruite in epoche e stili diversi, molte delle quali rappresentano un notevole patrimonio artistico-religioso. La basilica santuario di San Biagio è il principale luogo di culto cattolico del comune di Maratea e di fronte ad essa sulla cima del Monte San Biagio si erge maestosa la statua del Cristo Redentore, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti e voluta dal Conte Stefano Rivetti di Valcervo. Alta 22m, con un’apertura di braccia di 19m e il volto largo 3m, la statua fu iniziata nel 1963 e ultimata nel 1965.
Monte Sirino
Il massiccio del Sirino è un massiccio montuoso della Basilicata che comprende alcune tra le maggiori vette dell'Appennino meridionale: Monte Papa (2005 m), Cima De Lorenzo (2004 m), Timpa Scazzariddo (1930 m) e Monte Sirino (1907 m), e rappresenta l'estrema propaggine meridionale del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese.Dall'aspetto imponente, ma compatto, il gruppo montuoso è situato a ridosso del mar Tirreno, nella parte sud occidentale della regione Basilicata (comuni di Lauria e Lagonegro), a dominio delle valli solcate dai fiumi Noce, Sinni ed Agri.Dalle sue vaste e spoglie praterie di vetta, lo sguardo spazia verso il golfo di Policastro, le guglie irte e selvose dei monti La Spina e Zaccana, l'imponente acrocoro del Pollino, il vasto ed immacolato bosco Magnano, i ripidi contrafforti del monte Alpi, il Raparo e le ampie e verdeggianti valli di Diano e dell'Agri.Sul Sirino é presente un attrezzato comprensorio scistico dove si può praticare sia lo sci alpino che lo sci di fondo. Il Comprensorio è servito da una seggiovia e da cinque moderne sciovie. A causa della posizione geografica favorevole, dell'abbondanza di precipitazioni nevose e dell'altitudine cui sono poste, le piste rimangono spesso aperte sino a primavera inoltrata.Soprattutto le due cime maggiori, il Papa e il Sirino, sono spesso meta di alpinisti ed escursionisti.
Trecchina
Trècchina è un comune italiano di 2.377 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.Sita nell'entroterra della costa tirrenica lucana, nel mezzo dell'appennino lucano, il clima di Trècchina è proverbialmente alpestre, con inverni rigidi ed estati fresche.Il paese si trova su un altopiano incastonato tra montagne ricoperte di boschi cedui all'altezza di 500 metri sul mare, tra cui dominano le cosiddette tre chine.Tra i principali monumenti storici troviamo laChiesa di San Michele Arcangelo costruita nel 1857, è la chiesa parrocchiale di Trecchina ed è una delle chiese più grandi della Basilicata. Si trova nel mezzo di piazza del Popolo;Santuario della Madonna del Soccorso, piccola chiesetta sita sulla cima del monte Santa Maria (altitudine 1089 m s.l.m.);laChiesa di San Giovanni e laChiesa di Sant'Antonio.Trecchina è famosa anche per un prodotto di panificio, comunemente chiamato "pane di Trecchina", che proviene dalla cultura dei pastori cosentini i quali, durante i lunghi periodi di transumanza per il pascolo, cuocevano questo pane la cui particolarità è conservarsi morbido anche per più di una settimana.Tra le manifestazioni che rendono piacevole e rilassante il soggiorno in questo paese spiccano sicuramente "L'Estate trecchinese" (mesi di luglio e agosto con manifestazioni principalmente in Piazza del Popolo e nelle varie contrade e la "Sagra della Castagna"  che si svolge nel mese di  ottobre.
Rivello
Rivello ("Reviell" in dialetto lucano) è un comune italiano di 2.796 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.Le origini della città si fanno risalire all'Alto Medioevo; tuttavia, i numerosi reperti archeologici (rinvenuti nella contrada detta, appunto, "Città") fanno supporre che Rivello sia l'erede della città lucana - esistente già dal periodo preromano - di Sirinos.Il monumento di maggior pregio è senz'altro il convento di Sant'Antonio, posto nella parte bassa dell'abitato, distante dal centro. Edificato a partire dal 1512, conserva, sotto le arcate antistanti la chiesa, affreschi di Girolamo Todisco del XVI secolo, tra cui un "unicum" dell'iconografia sacra, ovvero una "Crocifissione dei Martiri Francescani del Giappone". La chiesa, rimaneggiata in forme barocche nel XVIII secolo, conserva interessanti tele del XVI secolo e un pregevole coro ligneo del XVII secolo. Notevoli anche il chiostro, affrescato sempre da Todisco e, nel refettorio, l'Ultima Cena del Pietrafesa. Al piano superiore è allestito il museo archeologico, con reperti provenienti da tutta l'area del fiume Noce (antico Talao) e da quella del Lao.Siccome la comunità era molto religiosa, molti erano i sacerdoti; la tradizione voleva che in ogni famiglia benestante doveva esserci almeno un prete. Questa tradizione contribuì alla creazione di Congreghe, divise per vie e per Cappella. Nel corso del XVIII secolo a Rivello si contavano circa 70 sacerdoti. Per questo motivo il paese è ricco di Cappelle e Chiesette da visitare assolutamente.
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